Edward Hopper a Pisa: una mostra per viaggiare con l’autore tra le città che lo hanno ispirato

di Gabriele Isetto


Una mostra davvero interessante quella dedicata ad Edward Hopper, allestita a Palazzo Blu di Pisa fino al 7 marzo 2027. L’esposizione, curata da Barbara Haskell e Caroline Webb, racconta il rapporto che il celebre pittore ebbe con alcune città che hanno influenzato i suoi capolavori attraverso architetture, vedute e paesaggi.
Il visitatore potrà viaggiare tra queste città attraverso le cinque sezioni della mostra, partendo da Nyack, città natale di Hopper, dove il pittore iniziò la sua carriera. Molto interessante è l’opera Ragazzo e la luna in cui si respira un’atmosfera quasi onirica e fiabesca: un ragazzo osserva la luna mentre le pareti della sua camera da letto si stanno dissolvendo.


La seconda sezione è dedicata a Parigi, città che Hopper definì la più bella del mondo e che visitò per la prima volta nel 1906, durante il suo primo viaggio in Europa. Qui il pittore realizza numerose vedute e paesaggi, tra cui quelli dedicati alla Senna e alla cattedrale di Notre-Dame, mostrando anche l’influenza dell’impressionismo attraverso l’uso della luce e una pennellata più libera. Tra le numerose vedute della città, tra cui quelle dedicate alla cattedrale di Notre-Dame, il dipinto che colpisce maggiormente è Sera blu (Soir bleu), realizzato nel 1914. L’opera raffigura diversi personaggi riuniti in una terrazza, tra cui un clown vestito da Pierrot, la cui presenza contribuisce a creare un’atmosfera enigmatica e quasi surreale.
La terza sezione è dedicata a New York, città che sarà fonte d’ispirazione per Hopper per tutta la vita. Nelle sue opere il pittore ritrae strade, edifici e scene di vita quotidiana, privilegiando spesso figure solitarie e immerse nei propri pensieri. Le sue rappresentazioni si distinguono per le atmosfere malinconiche e silenziose, capaci di trasformare la vivacità della metropoli in luoghi di solitudine e introspezione.


La penultima sezione è invece dedicata al New England, in particolare alla cittadina costiera di Gloucester, dove l’artista trascorse diverse estati, realizzando dipinti a olio e acquerelli che ritraggono strade deserte, case ed edifici dalle forme geometriche ben definite. Altrettanto affascinanti sono i paesaggi rocciosi e le scogliere, come quelle rappresentate in Tramonto a Cape Cod, dove il contrasto tra luce e ombra contribuisce a creare un’atmosfera suggestiva e sospesa.
L’ultima sezione è dedicata al rapporto tra Hopper e il Whitney Museum of American Art, istituzione che ha seguito e sostenuto la sua carriera fin dagli esordi, ospitando diverse mostre a lui dedicate. Dopo la morte dell’artista e della moglie Josephine, gran parte del loro patrimonio artistico è stato lasciato in eredità al museo che oggi custodisce una delle più importanti raccolte delle sue opere e documenti personali.


Questa è una mostra imperdibile per conoscere più da vicino uno dei più importanti pittori americani del Novecento e scoprire come città, architetture e paesaggi abbiano influenzato la sua produzione artistica. Un percorso interessante e ricco di suggestioni, accompagnato dal catalogo edito da Moebius, ideale per approfondire le opere e i temi dell’esposizione anche dopo la visita.

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