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La Turandot con il finale di Berio: non più un mondo “fiabesco”

di Gabriele Isetto Grandissimo e meritato successo per un nuovo allestimento di Turandot in scena al Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini in coproduzione con il Teatro Goldoni di Livorno. La regia è stata affidata a Daniele Abbado il quale ha introdotto delle novità. La prima, e forse più importante, è che per la prima volta a Torre del Lago è stato eseguito il nuovo finale musicale (ma che non comporta cambiamenti alla vicenda) composto nel 2001 da Luciano Berio, sicuramente bello e coinvolgente ma forse gli spettatori, abituati al finale di Alfano, hanno fatto fatica ad “entrarci dentro”. Importante sottolineare come la composizione di Berio abbia influito prepotentemente sulla regia. L’altra novità è invece registica e riguarda l’aspetto visivo. Non ci troviamo più in un mondo quasi “fiabesco” come l’aveva voluto Puccini con sontuosi e colorati costumi e scenografie anche perché, a pensarci bene, Turandot non può essere paragonata a una fiaba infatti, come afferma anche lo scenogr

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