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Il barbiere di Siviglia di Michieletto tra alti e bassi

di Gabriele Isetto   Alti e bassi per Il barbiere di Siviglia di Rossini, con la regia di Damiano Michieletto, che dopo quasi vent’anni torna in scena, ripresa da Andrea Bernard e che inaugura la nuova stagione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Buone alcune scelte registiche come ad esempio la “lite” a suon di cuscini tra Rosina e Don Bartolo e la “costruzione” della bottega di Figaro che ben si adattano ad un’opera buffa come Barbiere ma purtroppo ci sono state altre scelte registiche che, a seconda di chi scrive, sono risultate invece senza senso come ad esempio l’annuncio di un treno in partenza da Firenze a Siviglia ad inizio opera e la scelta, nel secondo atto, di svestire la cameriera Berta dai suoi abiti di domestica per trasformarla in una prostituta. L’opera è stata diretta dal maestro Daniele Gatti profondo conoscitore della partitura che, proprio per questo motivo, è riuscito a sottolinearne tutte le varie sfumature facendo sì che i cantanti fossero supportati al m

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