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La simbolica Traviata di Francesco Micheli

di Gabriele Isetto

Ancora una volta è andata in scena sul palcoscenico del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino la ripresa de La Traviata di Giuseppe Verdi, nella particolare ma interessante regia di Francesco Micheli, riscontrando pareri contrastanti tra i tradizionalisti dell’opera e chi invece è aperto alle innovazioni. Quello che è certo è che non è una classica Traviata con scenografie e costumi della prima dell’ottocento, ma è una messinscena quasi simbolica e patriottica. Lo spettatore quando entra in sala vede da subito l’intrigante impianto scenografico di Federica Parolini costituito da tre grandi schermi quadrati illuminati, su cui inizialmente è proiettato il tricolore. Questi schermi, durante la rappresentazione, vengono ruotati dai personaggi in scena divenendo pedana su cui poi si svolge l’azione e su cui vengono posti gli elementi scenici per rendere l’ambiente, come ad esempio nell’ultimo atto, in cui la camera di Violetta è rappresentata da una grande cassettiera (qua…

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