Il Nabucco di Pier Luigi Pizzi: essenziale ma elegante
di
Gabriele Isetto
Ci
sono opere che riescono a superare i confini del tempo, continuando a
emozionare il pubblico a ogni nuova rappresentazione. Nabucco di
Giuseppe Verdi è senza dubbio una di queste. Al Teatro Regio di Parma, il
capolavoro verdiano torna a parlare al pubblico attraverso la potenza della
musica.
La
regia è affidata a Pier Luigi Pizzi, che firma anche scene e costumi,
confermando una consuetudine che caratterizza da tempo il suo lavoro. Dal punto
di vista visivo, il Maestro Pier Luigi Pizzi sceglie la via della sottrazione,
dando vita a un allestimento essenziale ma di grande impatto. Il palcoscenico è
completamente spoglio: a eccezione del menorah e, in un momento successivo, di
un trono, non ci sono elementi scenografici a definire lo spazio. È dunque il
disegno luci di Massimo Pizzi Gasparon Contarini, utilizzato con grande
efficacia e in perfetta sintonia con i costumi, a costruire l'atmosfera e a
conferire profondità alla scena. Ciò si sposa pienamente alla visione del
regista, giocando su una palette rigorosa di bianco, nero e rosso acceso. Particolarmente
interessante è la figura di Abigaille, accostata a Lady Macbeth: il primo
costume nero, con le gambe scoperte, ne sottolinea la sensualità usata come
strumento di seduzione e potere; successivamente, il lungo abito rosso acceso
simboleggia la sua ambizione e la convinzione di poter dominare le vicende e
imporre la propria volontà.
Sul
versante musicale, la direzione di Francesco Lanzillotta si distingue per la
cura con cui accompagna cantanti e coro, valorizzandone gli interventi e
mantenendo un efficace equilibrio con l’orchestra. Sul piano strumentale,
particolarmente riuscita è l’Overture, restituita con brillantezza e
valorizzata nelle sue diverse sfumature sonore.
Una
menzione speciale va al coro, diretto da Martino Faggiani, davvero eccellente
sia sul piano vocale sia su quello scenico. Particolarmente emozionante il «Va,
pensiero», accolto dal pubblico con lunghi e calorosi applausi, a testimonianza
dell’intensità di uno dei momenti più celebri e amati dell’opera verdiana.
Il
cast vede brillare su tutti Lidia Fridman nel ruolo di Abigaille, vera
protagonista della storia, forse persino più dello stesso Nabucco. Il soprano
convince grazie a un timbro vocale eccellente e a una voce possente, a cui si
aggiunge una presenza scenica di grande intensità, con cui riesce a
immedesimarsi pienamente nel personaggio, restituendone tutta l'ambizione e la
determinazione. Buona
anche la prova di Ariunbaatar Ganbaatar nei panni di Nabucco, interprete
convincente, seppur meno incisivo rispetto alla Fridman. Ottime le prestazioni
di Laura Verrecchia (Fenena) e Andrés Moreno García (Ismaele), che nei loro
duetti riescono a conquistare l'attenzione del pubblico, dando voce alla
dimensione più intima e sentimentale della vicenda. Una menzione particolare
merita infine Michele Pertusi nel ruolo di Zaccaria: grazie alla sua voce
potente e autorevole, il basso dà vita a un gran pontefice degli Ebrei
credibile e carismatico, conferendo al personaggio il giusto peso drammatico.
Ancora una volta, gli
spettacoli di Pier Luigi Pizzi affascinano e catturano il pubblico grazie alla
sua capacità di cogliere l’essenza delle opere e restituirla attraverso
immagini di grande eleganza e impatto visivo.





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