La Boheme: quando pittura e spettacolo si fondono

di Gabriele Isetto


Giacomo Puccini era un appassionato di storia dell’arte ed oggi avrebbe senz’altro apprezzato la messinscena della sua Bohème in scena al Teatro dell’Opera di Roma, curata dal regista Davide Livermore che ha firmato anche la scenografia, i costumi e le luci.
A dominare lo spettacolo è stato l’impianto scenico, costituito in gran parte da videoproiezioni ideate dalla D-Wok, che raffigurano dipinti francesi del XIX secolo di pittori del calibro di Monet, Cézanne e Pissarro. Tra i numerosi soggetti, la celebre Notte stellata e i famosi Girasoli fanno da sfondo alla vicenda. Interessante la scelta registica di ricreare i dipinti sulla scena: Mimì, infatti, tiene in mano dei girasoli e, nel finale, muore su un divano color porpora indossando un abito azzurro, proprio come la figura ritratta in Après la faute di Jean Béraud. Sebbene quest’ultimo dipinto non abbia nulla a che vedere con l’opera, poiché Béraud mette in scena la fragilità sociale della donna nella società borghese, lasciata sola in un contesto in cui la figura maschile è completamente assente, il riferimento risulta comunque suggestivo, seppur in contrasto con la tragica storia d’amore tra Rodolfo e Mimì.


Jader Bignamini ha guidato l’Orchestra con straordinaria maestria, mettendo in luce i momenti più emozionanti e suggestivi dell’opera. La sua direzione ha saputo catturare e mantenere l’attenzione del pubblico facendo emergere le sfumature più intime e i picchi più drammatici della partitura. Ogni frase musicale è stata scandita con cura e sensibilità, permettendo agli spettatori di vivere appieno le emozioni della vicenda. Al termine dello spettacolo, la sua prestazione è stata salutata da lunghi e calorosi applausi, a testimonianza del successo ottenuto.
Il coro diretto da Ciro Visco ha offerto una prova davvero memorabile, dimostrando grande precisione vocale e notevole capacità espressiva. Pur apparendo solo nel secondo quadro al Caffè Momus, i coristi hanno conquistato completamente la scena, integrando il canto con una recitazione vivace e convincente. Ogni intervento è risultato perfettamente calibrato, contribuendo a creare l’atmosfera giusta e a valorizzare la vivacità della folla parigina, lasciando un’impressione duratura negli spettatori.


I cantanti sono stati tutti di altissimo livello. Rodolfo e Mimì, interpretati rispettivamente da Saimir Pirgu e Carolina Lopez Moreno, hanno offerto una performance intensa e coinvolgente, capaci di trasmettere tutta la poesia e la fragilità dei loro personaggi. Gli amici di Rodolfo hanno invece alleggerito la tensione drammatica della trama e regalato momenti di divertimento al pubblico grazie alla loro gestualità: Alessio Arduini (Schaunard), Nicola Alaimo (Marcello) e William Thomas (Colline) si sono dimostrati efficacissimi in questo ruolo. Bravissima anche Musetta, interpretata da Desirée Rancatore, che ha messo in mostra una voce brillante e un’interpretazione vivace. Anche i cantanti nei ruoli di contorno hanno contribuito a rendere viva la scena, dando credibilità e colore ai vari personaggi: Matteo Peirone (Benoit e Alcindoro), Giordano Massaro (Parpignol), Alessandro Fabbri (Sergente dei doganieri), Andrea Jin Chen (Doganiere) e Michael Alfonsi (Venditore ambulante).


Tutti gli elementi di questo spettacolo hanno collaborato armoniosamente tra loro rendendo l’incanto del capolavoro di Puccini e regalando al pubblico un’esperienza coinvolgente. Una messinscena in cui emozione, arte e poesia si sono incontrate sul palco, confermando ancora una volta il fascino senza tempo di questa opera immortale.
 
Le foto a corredo dell’articolo sono di © Fabrizio Sansoni – Teatro dell’Opera di Roma

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