La fanciulla del west come ideata da Giacomo Puccini


di Gabriele Isetto


Venerdì 26 luglio si sono concluse le repliche de La fanciulla del West, soprannominata da Giacomo Puccini la Girl, ambientata in America e di cui il regista Renzo Giacchieri ha curato anche scenografia e costumi. L’impianto dato all’opera è decisamente classico e cerca di rispettare le quasi maniacali direttive lasciate dal Maestro nella disposizione scenica, perché poco si fidava dei librettisti Civilini e Zangarini; addirittura si spinse fino a soffermarsi sulla descrizione dei vari personaggi predisponendone anche l’abbigliamento. Il regista non ha tradito Puccini e quindi nel primo atto presenta l’interno della locanda Polka dove si riuniscono i minatori in cerca di fortuna; nel secondo atto invece la stessa struttura, grazie ad alcuni cambiamenti, si trasforma nella casa di Minnie; nel terzo atto giganteschi tronchi richiamano la selva californiana. I costumi rispecchiano alla perfezione l’ambiente del selvaggio west e quindi camice a scacchi, cinturoni e pistole.
La particolare partitura di quest’opera è stata ben eseguita dall’Orchestra della Toscana diretta egregiamente, la miglior nota della serata, da Gianna Fratta che ha saputo rendere al meglio la continuità della narrazione musicale, praticamente priva di arie o romanze.


Il coro del Festival Puccini diretto da Roberto Ardigò, protagonista nel primo e nel terzo atto, ha svolto il suo compito con successo.
In questo melodramma quasi tutto al maschile è comunque fondamentale la figura di Minnie contesa tra i due protagonisti, lo sceriffo Jack Rance e il ricercato Dick Johnson e qui vengono le dolenti note. Puccini riservò per il ruolo di Minnie un compito arduo con note che mai aveva inserito per un personaggio femminile e quindi la cantante di turno deve avere una vocalità relativamente adeguata, cosa che purtroppo non è successa per Irene Cerboncini la cui voce è sembrata un po’ sfibrata. Anche Lucca Grassi (Jack Rance) è apparso sottotono e il suo canto è stato spesso sovrastato dalla potenza della musica. Infine Alejandro Roy (Dick Johnson) che è apparso il più centrato tra i tre protagonisti soprattutto negli acuti, anche se poteva dare di più. Piacevole sorpresa Annunziata Vestri che pur nel piccolissimo ruolo di Wokle ha spiccato grazia alla pienezza della sua vocalità.
Vanno ricordati anche gli altri interpreti:  Fabio Serani (Nick), Ivan Marino (Ashby), Luca Bruno (Sonora), Alberto Petricca (Trin), Andrea Del Conte (Sid),  Andrea De Campo (Larkens), Francesco Lombardi (Bello), Marco Voleri (Harry), Tiziano Barontini (Joe), Michele Perrella (Happy), Alessandro Ceccarini (Billy), Daniele Caputo (Jack Wallace), Massimo Schillaci (José) e Matteo Bagni (un postiglione).

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