Il Teatro Goldoni di Livorno ospita La Bohème del Maggio Musicale Fiorentino

di Gabriele Isetto


Per l’occasione della messinscena de La Bohème di Giacomo Puccini, il Teatro Goldoni di Livorno ha ospitato l’allestimento del 2017 della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, all’interno del Protocollo d’Intesa “Opera nella Regione Toscana”. La regia di Bruno Ravella,  ripresa dal giovane Joāo Carvalho Aboim, ha dato una lettura classica che però, nonostante il tragico finale, non presenta le conseguenze di questo ma “la vita piena di gioia, senza freni, di un gruppo di giovani che pongono un ideale di vita artistica e bohémien come loro unico possibile stile.” come affermato da Aboim.
L’Orchestra Giovanile Italiana diretta da Gianna Fratta ed i giovani cantanti appartenenti al progetto LTL Opera Studio 2018 hanno reso merito a quest’opera, anche se in alcuni momenti è apparsa evidente la loro gioventù e quindi non sempre si sono dimostrati all’altezza delle ardue prove che richiede un’opera come La Bohème. 


Nel cast si sono comunque distinti Maria Bagalà con la sua Mimì e Francesco Fortes nei panni di Rodolfo, ma siamo certi che Blerta Zhegu (Musetta), Jaime Eduardo Pialli (Marcello), Matteo Loi (Schaunard), Michele Gianquinto (Colline), Rosolino Claudio Cardile (Parpignol), Alessandro Ceccarini (Benoit e Alcindoro), Giorgio Marcello e Paolo Morelli, con il tempo riusciranno ad esprimersi al meglio perché hanno già gettato buone basi.
Buona invece la prova delle comparse e del Coro Lirico Toscano, guidato dal maestro Flavio Fiorini, soprattutto nel secondo atto dove hanno avuto maggior possibilità di esprimersi. 


Coinvolgente anche la scenografia realizzata da Tiziano Santi, collaboratore storico del Maggio Musicale, che ha ideato una scena di base (escluso il terzo quadro) cioè un “contenitore” all’interno del quale agiscono i protagonisti ed in cui cambiano gli arredi a seconda di quanto richiesto dal libretto: all’inizio un povero appartamento ripreso poi nel quarto quadro, nel secondo il Caffè Momus con una vetrata in perfetto stile Liberty, mentre differisce il terzo quadro che vede in scena una garitta ed una panchina con le tavole del palcoscenico imbiancate dalla neve.
I costumi di Angela Giulia Toso sono risultati perfetti ed in particolare quello indossato da Musetta nel secondo quadro di un verde molto acceso che, grazie alle luci di Bruno Ciulli, spiccava rispetto al contesto generale.
Il pubblico ha mostrato di gradire ed apprezzare tributando i giusti applausi.

Le foto di scena a corredo dell’articolo sono di ©Augusto Bizzi

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