I capolavori di Gioacchino Rossini in mostra al Museo Teatrale alla Scala

di Gabriele Isetto


Avete tempo fino al 30 settembre per visitare questa interessante mostra aperta da pochissimi giorni e allestita nel Museo Teatrale alla Scala per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore pesarese Gioacchino Rossini. Il curatore dell’evento è il noto regista teatrale Pier Luigi Pizzi, che ha firmato diverse ed importanti regie rossiniane, alcune delle quali esposte.
A differenza delle precedenti mostre che si sviluppavano solo su un piano, questa ne occupa due, infatti il percorso espositivo inizia già al primo piano ( dove normalmente è conservata la collezione permanente del museo). Grazie ad un interessante video, appena entrati si fa la conoscenza del personaggio di Gioacchino Rossini. Percorrendo le varie sale del primo piano si possono ammirare diversi costumi di scena, i gioielli utilizzati per La Cenerentola, Semiramide e L’Italiana in Algeri. Indubbiamente il reperto che interesserà di più i musicologi è il manoscritto originale di Tancredi in cui possiamo “leggere” le note di una delle arie più famose “Di tanti palpiti”.


Sicuramente il secondo piano della mostra è il più coinvolgente, l’attenzione del pubblico è catturata dai moltissimi pannelli che riproducono alcuni tra i più importanti allestimenti rossiniani andati in scena alla Scala, in particolare con due bozzetti scenografici di Paolo Landriani per le prime assolute de La pietra del paragone e Aureliano in Palmira. Il percorso prosegue e si possono ammirare altre opere attraverso l’esposizione di foto di scena, bozzetti scenografici e figurini di costumi, molti dei quali portano la firma di nomi noti: di Pier Luigi Pizzi possiamo vedere tra i tanti, i suoi lavori per Il signor Bruschino (1957), La Cenerentola (1964), Maometto II (1991), Le Conte Ory (1991) e Tancredi (1993). Sono presenti inoltre bozzetti e figurini delle regie di Eduardo de Filippo e Franco Zeffirelli: del primo vediamo i lavori per La pietra del paragone (1959), del secondo, tra gli altri, quelli realizzati per L’Italiana in Algeri (1953), La Cenerentola (1954) e Il turco in Italia (1955).


La cosa più interessante è la riproduzione in scala ridotta, corredata anch’essa dal bozzetto di scena e dai figurini dei costumi, dell’allestimento dell’Italiana in Algeri del 1973 per la regia di Jean Pierre Ponnelle. 
Affrettatevi e non lasciatevi sfuggire l’occasione di vistare questa mostra aperta per tutta l’estate. L’esposizione è corredata anche dal relativo catalogo edito da Treccani ed acquistabile presso il bookshop.

Le foto a corredo dell'articolo sono di produzione propria.

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